La masseria Bonelli, sorta al centro di un vastissimo bosco, nel 1599, è in proprietà del Capitolo dei Canonici per via di una donazione
della pia Silvia Saraceno.
Passata alla famiglia De Tintis,
nel 1628 l’acquista il conte di Conversano Giangirolamo Acquaviva.
Alla masseria, composta da tre sottani, di un portone d’ingresso con atrio,
da cui si ascende ad una loggia sporgente e tre stanze soprane,
di uno stallone ed una chiesa,
ed altri comodi, sono annessi terreni chiusi da parieti e aperti, con vigne , pozzi,
palmento, porcile, piazzile ed altri comodi rurali.
Nel 1806, nel catasto di Noci, risultano intestati al conte
Giovanni Girolamo Acquaviva d’Aragona 822 tomoli e 7 stoppelli.
Nel 1813, il napoletano Gaetano Murena, creditore del Conte, ottiene
il pignoramento.
Il Conte liquida il debito, ma è preso di mira da nuovi creditori:
la masseria passa al Comune di Castellana che la pone all’asta.
Nel 1859, se l’aggiudica una cordata, organizzata dallo storico Pietro Gioja,
di diciotto proprietari nocesi i quali, a loro volta, la rivendono al Comune di Noci.
A fine Ottocento, disboscata tutta l’area circostante, il corpo di fabbrica
viene suddiviso in ventidue quote abbinate ad altrettante partite
assegnate ai cittadini più bisognosi.
Abbandonata per molti anni, nel 1998 la masseria Bonelli è stata acquistata dal signor Vito Passaro che, dopo un lungo e attento restauro, l’ha trasformata
in un caratteristico ed elegante
complesso ricettivo.
