STORIA

MASSERIA BONELLI, IERI E OGGI.

Compiuta nel secolo che fu del David e della Gioconda, in origine fu dimora del Capitolo dei Canonici, lascito benevolo della pia Silvia Saraceno. Fu possedimento del casato De Tintis prima e di Giangirolamo Acquaviva, Conte di Conversano poi.
Constò originariamente di tre sottani, di un portone con vestibolo, da cui si ascende ad una loggia sporgente e tre stanze soprane, di uno stallone, di una chiesa ed altri comodi. Fu accresciuta con terreni chiusi da parieti e aperti, con vigne, pozzi, palmeto, porcile, piazzile e altri comodi rurali.

Era il tredicesimo anno del secolo decimonono allorchè Gaetano Murena, creditore del Conte Giangirolamo Acquaviva, ne ottenne l’esproprio.
Vicissitudini giudiziarie consegnarono la masseria al patrimonio del comune di Noci (Bari). Suddivisa in ventidue quote fu assegnata ai cittadini più bisognosi.
Posseduta tanto da signori quanto da plebei, acquisì nei secoli un fascino indecifrabile che ancora custodisce tra le sue mura. Un fascino che indusse, alcuni anni orsono, il signor Vito Passaro, ad acquistarne la proprietà e a ricondurla agli antichi fasti restituendola a nuova vita.